venerdì 16 agosto 2019

[In uscita] Arrivò i primi di gennaio

Siore e siori, come anticipato sul mio profilo FB, finalmente il nuovo romanzo è pronto per vedere la luce!
La copertina, non è bellissima?

Premetto le mie scuse per non avervi tenuti aggiornati sulle fasi della creazione - a parte i miei variegati post su quanto l'editing mi faccia uscire di testa - ma ho sempre l'impressione che quel che sta in mezzo non importi a nessuno, perciò... ve lo dico solo a cose fatte.
E ora le cose sono fatte - eccome se lo sono!

Da dove partire per raccontarvi un po' questa nuova storia?
(Vedete che schifo che faccio nel raccontare le mie opere, malgrado ci sia così tanto da dire?)
Beh, direi che per cominciare, posso inserire qui la mia quarta di copertina:

Tra i corridoi della Franklin Gooding Junior High School, Vermont, c'è sempre un gran daffare.
Suze ha appena scoperto di essere incinta del fidanzato già bello che partito per New York, all'inseguimento di un sogno che sembra non gli lasci nemmeno il tempo di guardarsi indietro.
Ash è il playboy della scuola, la borsa di studio in tasca e un futuro pieno di aspettative, nonché di un piccolo segreto che sa che non potrà tenere proprio per sempre.
E un freddo giorno di gennaio ecco arrivare Lian, con l'abbronzatura di Los Angeles e gli occhi turchesi, eccentrico, brillante, linguacciuto e bellissimo, pronto a creare scompiglio e farsi perdonare scoccando incantevoli sorrisi.
Senza dimenticare Gloria, Neil, Jamie, Cody, Chris, Lauren e una girandola di compagni vecchi e nuovi, deliziose infatuazioni arcobaleno, insegnanti fuori dagli schemi, suggestive escursioni sulle Green Mountains, baci rubati sotto fiocchi di neve e vere amicizie che sfidano il tempo e le distanze.
D'altronde, se non è movimentata, che adolescenza è?

[In anteprima] I primi TRE capitoli di "Arrivò i primi di gennaio"

Il primo romanzo della duologia Teenage Dreams, "Arrivò i primi di gennaio" vedrà la luce il 2 ottobre 2019... ma perché intanto non godervi un anteprima per conoscerne i protagonisti?

Per rinfrescarvi la memoria...
Tra i corridoi della Franklin Gooding Junior High School, Vermont, c'è sempre un gran daffare.
Suze ha appena scoperto di essere incinta del fidanzato già bello che partito per New York, all'inseguimento di un sogno che sembra non gli lasci nemmeno il tempo di guardarsi indietro.
Ash è il playboy della scuola, la borsa di studio in tasca e un futuro pieno di aspettative, nonché di un piccolo segreto che sa che non potrà tenere proprio per sempre.
E un freddo giorno di gennaio ecco arrivare Lian, con l'abbronzatura di Los Angeles e gli occhi turchesi, eccentrico, brillante, linguacciuto e bellissimo, pronto a creare scompiglio e farsi perdonare scoccando incantevoli sorrisi.
Senza dimenticare Gloria, Neil, Jamie, Cody, Chris, Lauren e una girandola di compagni vecchi e nuovi, deliziose infatuazioni arcobaleno, insegnanti fuori dagli schemi, suggestive escursioni sulle Green Mountains, baci rubati sotto fiocchi di neve e vere amicizie che sfidano il tempo e le distanze.
D'altronde, se non è movimentata, che adolescenza è?
Ci siamo? Bene.
Ecco qui, soltanto per voi, i primi tre capitoli del romanzo!
Poi non ditemi che non vi vizio. ;)
Buona lettura.

domenica 9 dicembre 2018

Scambiare libri: Swapick secondo Livin

Dopo aver preso in esame AccioBooks e BookMooch, eccoci giunti al terzo, nonché ultimo, appuntamento di questa rubrica dedicata allo scambio di libri.
Perciò è il turno di Swapick, conosciuto fino all'anno scorso come Soloscambio. Il precedente nome poneva l'accento sul carattere di baratto della piattaforma, mentre ora si dedica anche alla vera e propria compravendita basata sui pagamenti in denaro.

Su Swapick è possibile scambiare qualsiasi cosa. Già nella home sono ben visibili le macrosezioni, che vanno dal classico libro (per noi che siamo assuefatti) a barche e gommoni (nel caso voleste improvvisarvi scafisti). Gli scambi possono intersecarsi: nel senso che se voi siete interessati a un libro non è obbligatorio che all'utente ne diate un altro, bensì potreste inviargli un CD, un film su DVD o Blu-Ray (anche VHS, se trovate l'amante del vintage), la gondola soprammobile della zia Paolina, una calamita dei Pokémon, vostro cugino, o qualunque altra cosa abbiate da offrire.
Avete presente il mercatino dell'usato della domenica? Ecco: Swapick è quello.
Con tutto ciò che ne consegue.

Ma andiamo per gradi.
Queste mie “opinioni” saranno suddivise per punti, quelli che io ho ritenuto focali per una piattaforma atta allo scambio, così per tutti e tre i siti potrete confrontare le modalità.
Non ho spiegato tutto nei minimi dettagli. C’è molto da dire sulle funzioni e funzionalità di questi tre mondi, e un articolo di blog non sarebbe bastato per esplicare a modo ogni aspetto. Mi sono limitata ad analizzare le fasi più salienti che deve affrontare un utente per ricevere oppure spedire un libro, basandomi sulle mie esperienze personali e tralasciando di proposito quelle opzioni che, pur essendo importanti anch’esse, non ricoprono un ruolo fondamentale per la navigazione degli iscritti. Per scoprirle non vi servirà altro che diventare a vostra volta degli scambiatori, ed esplorare come se non ci fosse un domani.



Pronti?
Via!


Swapick logo




    venerdì 30 novembre 2018

    Scambiare libri: BookMooch secondo Livin

    Dopo aver preso in esame AccioBooks, eccomi di nuovo qui col secondo appuntamento (mannaggia a me che mi do solo una settimana di tempo per scrivere un articolo) di questa rubrica dedicata allo scambio di libri.
    Questa settimana prenderò in esame BookMooch, immenso sito fondato nel 2006 negli Stati Uniti, che però negli anni ha riscosso un successo internazionale – tanto da essere molto popolare in paesi come Francia, Regno Unito, Spagna e Italia.

    BookMooch è una community composta da migliaia di persone che mettono in circolo libri da ogni angolo del mondo, in qualunque lingua, con la possibilità di spedire dovunque un utente desideri. Il sito è user-friendly, di facile utilizzo ed escogitato in modo che gli iscritti riescano a combinare gli scambi in maniera totalmente autonoma, semplice e funzionale.

    Ma andiamo per gradi.
    Queste mie “opinioni” saranno suddivise per punti, quelli che io ho ritenuto focali per una piattaforma atta allo scambio, così per tutti e tre i siti potrete confrontare le modalità.
    Non ho spiegato tutto nei minimi dettagli. C’è molto da dire sulle funzioni e funzionalità di questi tre mondi, e un articolo di blog non sarebbe bastato per esplicare a modo ogni aspetto. Mi sono limitata ad analizzare le fasi più salienti che deve affrontare un utente per ricevere oppure spedire un libro, basandomi sulle mie esperienze personali e tralasciando di proposito quelle opzioni che, pur essendo importanti anch’esse, non ricoprono un ruolo fondamentale per la navigazione degli iscritti. Per scoprirle non vi servirà altro che diventare a vostra volta degli scambiatori, ed esplorare come se non ci fosse un domani.



    Pronti?
    Via!


    Logo BookMooch


    martedì 20 novembre 2018

    Scambiare libri: Acciobooks secondo Livin

    Come promesso QUI, oggi sono a parlare di uno dei più noti siti di scambio a livello italiano, ovvero AccioBooks.

    Nato come piattaforma dedicata al mondo di Harry Potter – il nome vi avrà ricordato uno degli incantesimi più noti della serie – si è nel tempo trasformato in quello che si autoproclama il primo sito di book exchange dello stivale, con le sue grafiche basilari e graziose, i colori accesi e una filosofia in grado di spiegarsi in maniera molto easy, improntata su uno scambio di culture piuttosto che di veri e propri volumi.

    Pur essendo iscritta da diversi anni confesso di non sapere molto altro della sua genesi, non essendo spiegata nel portale principale – perciò se qualcuno avrà voglia di illuminarmi su questo argomento sarò ben felice di ascoltarvi.
    Di recente lo stesso sito ha subito un restyling completo, a seguito di un crowdfunding che ha finanziato quelli che la fondatrice e lo staff hanno considerato un potenziamento, stravolgendo anche un po’ (a mio parere) ciò che Accio era in origine.

    Ma andiamo per gradi.
    Queste mie “recensioni” saranno suddivise per punti, quelli che io ho ritenuto focali per una piattaforma atta allo scambio, così per tutti e tre i siti potrete confrontare le modalità.
    Non ho spiegato tutto nei minimi dettagli. C’è molto da dire sulle funzioni e funzionalità di questi tre mondi, e un articolo di blog non sarebbe bastato per esplicare a modo ogni aspetto. Mi sono limitata ad analizzare le fasi più salienti che deve affrontare un utente per ricevere oppure spedire un libro, basandomi sulle mie esperienze personali e tralasciando di proposito quelle opzioni che, pur essendo importanti anch’esse, non ricoprono un ruolo fondamentale per la navigazione degli iscritti. Per scoprirle non vi servirà altro che diventare a vostra volta degli scambiatori, ed esplorare come se non ci fosse un domani.

    Pronti?
    Via!

    Acciobooks

    martedì 13 novembre 2018

    Scambiare libri: i migliori siti (italiani) secondo Livin


    L’avere troppi libri è una sindrome piuttosto comune tra i lettori, soprattutto tra quelli che non si vogliono rassegnare all’ebook reader e si ostinano a creare mobili coi volumi che non trovano collocazione sugli scaffali di casa.
    Me al libraio con lo sconto
    Me al librario che offre lo sconto
    Ce ne sono di tutti i tipi: che amiamo e rileggeremmo ogni mese, che ci siamo portati a casa perché sulle riviste lo facevano apparire come la rivelazione dell’anno, acquistati di slancio perché non abbiamo saputo resistere a uno sconto, inviati dalle case editrici perché in una vita precedente eravamo blogger (*coff* tipo io *coff*), doni di Natale, compleanno, laurea e ringraziamenti - perché un libro è sempre un libro, no?

    martedì 6 novembre 2018

    [Dietro la storia] Il Carnevale a Venezia


    Negli ultimi mesi – possiamo dire dall’inizio di agosto – ho notato un notevole interesse nei confronti del mio romanzo, “Il Carnevale a Venezia”. Si tratta naturalmente di un successo relativo (per chi m’avete preso, per una che ha la Feltrinelli a pararle le spalle?) ma la cosa non può che rallegrarmi perché inaspettato, quanto motivo di un certo orgoglio.
    Veduta di Venezia
    Il Carnevale a Venezia rientra nella categoria di opere nate e scritte per mero piacere personale (beh, quali non lo sono?).
    La sua genesi risale a – boh, il 2015? – quando su un forum on-line di cui ero utente indisse un concorso per racconti inerenti al carnevale, siccome eravamo a metà gennaio.
    Ricordo di essermi detta: “Dai, stavolta partecipo!”. Ma come al solito non tenevo conto della mia incurabile idiosincrasia per le scadenze (sappiate che arriverò 5 minuti in ritardo anche al mio funerale) e alla fine carnevale passò (il concorso lo vinse qualcuno) e la bozza di idea che avevo elaborato rimase in un angolo della mia mente, a sobbollire come un ammasso di verdure spezzettate a mollo nel brodo.

    sabato 18 agosto 2018

    [Dietro la storia] Il circo delle maschere

    Oh.
    Oh oh.
    Oh oh oh.
    No, non sono diventata Babbo Natale, anche se la barba ce l'ho già.

    Oggi voglio parlare di uno dei racconti lunghi che meglio mi sono riusciti nella mia carriera, che rileggo sempre con particolare trasporto perché grazie a Il circo delle maschere sono rientrata nell'atmosfera di Sherlock Holmes dopo anni e anni, rispolverando la mia dialettica più aulica e divertendomi ad adoperare i termini desueti che scrivendo narrativa contemporanea altrimenti non avrei modo di usare.

    Già, Il circo delle maschere ha protagonisti proprio le creazioni di Sir Arthur Conan Doyle: Sherlock Holmes, il fido John Watson, la dimora di Baker Street e l'immancabile signora Hudson, il tutto incastonato nella city londinese del primo novecento tra delinquenti, Scotland Yard e intrighi di ogni sorta.
    "E i diritti d'autore dove li mettiamo?" si staranno chiedendo alcuni di voi. I diritti d'autore per lo sfruttamento dei personaggi sono scaduti nell'anno 2000, non per nulla dall'approdo del nuovo millennio si sono susseguiti centinaia - migliaia direi - di scritti "apocrifi" su Holmes. Fu per questo che, dapprima, questo racconto mi venne commissionato dall'ormai spirata Lite Editions, una delle case editrici per cui pubblicavo, mi chiese di scrivere un racconto per un'allora nuova collana intitolata Il velo di Holmes.
    Assieme a compagne e colleghe (prima tra tutte Letizia Loi, consulente, insegnante e saltuaria compagna di discorsi al limite della decenza) mi cimentatai in una rivisitazione personale e, se così vogliamo chiamarla, retrospettiva di Holmes, dei suoi casi, e del suo rapporto col dottor Watson. Perché se ben ricordate, Lite Editions era una casa editrice a tematica erotica, quindi al giallo del mistero ho dovuto mischiare un po' di sano rosso passione.

    Come andò? Daniela Barisone, la coordinatrice della collana, mi fece impazzire e strappare i capelli (ma poi son ricresciuti).
    Il limite iniziale di caratteri per stendere il racconto era basso, molto più basso di quanto io avessi bisogno nel redarre la storia che avevo in mente, e all'inizio fui costretta a tagliare, limare, sintetizzare fino allo stremo alcuni elementi cui invece avrei preferito dare più attenzione. Come le deduzioni di Holmes, alcune descrizioni dell'appartamento 22B1 in Baker Street, riflessioni interiori dei personaggi - sia principali che secondari - e insomma, alla fine riuscii a completare un racconto breve decente, coerente, anche se ci avevo versato sopra tante lacrime come se mi avessero tagliato qualche ditino.
    Proprio quando fui pronta per inviarlo per la selezione, Daniela mi disse che il limite di carattere era stato rimosso e che potevo sbizzarrirmi, e lì dapprima mi cascò la mascella per tutta la fatica inutile che avevo fatto! e__e

    mercoledì 25 aprile 2018