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Breve vademecum per sopravvivere alle critiche

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Qua nto è bello ricevere recensioni. Sul serio, è una sensazione straordinaria. È un piacere quando una persona che non si conosce, che non si è mai vista e con cui non si è mai parlato, con cui non si sa nemmeno di aver qualcosa in comune, lascia un commento alla nostra opera dichiarando di averla apprezzata, di amarla, di aver sognato e riso e pianto sulle nostre parole, su quelle che noi abbiamo scritto. È una soddisfazione, una gratificazione, il completamento di un percorso, il coronamento di una creazione. Fa piacere, insomma. Fa molto meno piacere una critica. Ed è proprio di queste ultime che voglio trattare in questo articoletto. Si sa, in Italia (e forse non solo) sono tutti scrittori o poeti. Se anni fa l’unico modo per sfogare questa passione era mettersi d’impegno con una bella penna - stilografica o a sfera - e consumare litri di inchiostro, o attraverso una bella macchina da scrivere Olivetti, l’avvento del computer ha aiutato ad avere molti...

Narrativa omosessuale? No, grazie (Repost)

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Buongiorno popolo, passata una buona Pasqua? :) Avete ricevuto qualche libro in regalo? Sì? Beati voi, io purtroppo nemmeno uno, disastro! Ma le mie scritture sono andate avanti e le mie idee sono chiare, nonostante questi ponti e le feste le cose procedono anche per Arabesque, e forse per l'avvicinarsi dell'estate ci sarà qualche novità anche su altri fronti. Vedremo! ;) In attesa del tempo che passa, eccomi a riproporre sul mio blog questo articolo apparso per la prima volta su un mio vecchio portale situato su Livejournal (ora chiuso) e successivamente riportato su Scrittevolmente dove pubblico molte delle mie recensioni e dei miei pezzi. La stesura dell'articolo risale, come potrete intuire tra le righe, al 2011, quando l'editoria digitale non era così preponderante e molte CE erano ancora più indietro di quanto non lo siano ora in campo di letteratura LGBTQI, ma ho comunque deciso di farvelo leggere. Un po' come promemoria, un po' come scritto preg...