venerdì 16 agosto 2013

Ho editato cose che voi umani...

Uiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, ma buongiorno cari miei, come state? *.*
Bene? Lo spero!
Io sto imprecando. Mi succede sempre quando inevitabilmente mi mettono di fronte all'editing di una mia opera. Se poi l'opera in questione è un romanzo lungo, se poi è stato scritto anni fa, mi fa ancora più imprecare.
Vorrei avere tre cervelli soltanto per riuscire a rimanere concentrata abbastanza a lungo da finirlo dannatamente in fretta e chiuderlo lì. Ma ovviamente non posso sbrigarmela alla leggera poi perché non sarebbe corretto e dovrei rifarlo in seguito! @_@
Se non state capendo cosa sto dicendo non temete, è tutto normale.
Mi spiego meglio: prima di consegnare la bozza definitiva - in questo caso di Arabesque - alla casa editrice, la sottoscritta deve occuparsi dell'editing. Cos'è l'editing?
L'editing è quel lavoro misterioso e onnicomprensivo che dovrebbe aggiustare tutto. Gli errori grammaticali e ortografici, le ripetizioni, i refusi, e il contenuto della storia, accertandosi che stia in piedi e che non abbia falle o strafalcioni di sorta. Editare è un lavoro maledettamente massacrante perché richiede una concentrazione estrema, un'ottima memoria e un buon colpo d'occhio per individuare nell'immediato ripetizioni o parole che non dovrebbero stare accostate.
Poi la sottoscritta ha una specie di idiosincrasia, ovvero: mi imbarazzo da morire a rileggere le opere che ho scritto con un altro stile. Non ce la posso fare.
Arabesque non è stato scritto nel secolo scorso ma soltanto nel 2011, niente di troppo antico. Eppure credetemi quando dico che ora i miei scritti hanno tutt'altro stile, una narrativa differente, così come il mio modo di caratterizzare i personaggi, gli eventi, e la costruzione delle frasi.
In due anni penso di essere cresciuta moltissimo come scrittrice, e questo si traduce non solo nelle trame delle mie storie - che negli ultimi anni sono uscite dai confini della narrativa fino a scivolare nel fantasy, nella fantascienza, nel noir e nell'horror - ma anche in come le scrivo.
Beh, scrivo meglio.
Non so se voi lettori avete avuto modo di leggere qualcuno dei miei ultimi racconti editi, ma già da lì la differenza è palese. Sento di essere in continua evoluzione, il che mi piace, mi porta a migliorarmi sempre di più, mi pone di fronte ai miei punti deboli e poco a poco mi rendo conto di cosa e di come posso limare nei miei scritti, faccio esperimenti stilistici, creo e disfo, azzardo.
Questi passaggi, questi cambiamenti, queste rivalutazioni penso siano importantissime per un autore che vuole diventare scrittore, perché riesce a rendersi conto di cosa va e di cosa non va nella propria produzione, e invece di fossilizzarsi raggiunge continuamente nuovi livelli.
Non so se esista un livello finale, uno oltre il quale non si può andare e che quindi viene considerata la vetta. Non credo. Non credo perché si tratta di qualcosa di estremamente soggettivo, di intimo, è una concezione che solo un autore ha di se stesso, non è quantificabile né esplicabile.
Sappiate comunque che farò di tutto per raggiungere la perfezione. O quello che più vi si avvicina secondo i miei standard.

In tutto questo, cerco di editare senza impazzire.
Mother of Illior.
Editando Arabesque posso rendermi conto dei piccoli dettagli, delle sfumature, delle imprecisioni impercettibili, delle minuscole diversificazioni che ora riesco a percepire con brillante chiarezza. Sia chiaro, non sto stravolgendo nulla, la vostra storia è intatta e segue il corso che seguiva quando era ancora su EFP.
Le mie modifiche sono legate soprattutto alla forma delle frasi, ai vocaboli, all'ordine delle descrizioni.
Taglio, cucio, ricopio, cancello. Vedete quella bella barra verde fluorescente a destra? Bon, quella è la progressione dell'editing. A cosa serve? A un piffero!
Lo tengo e lo aggiorno più che altro per motivarmi, una sorta di contentino per la sottoscritta per autoconvincermi che è per una buona e giusta causa.
Se qualcuno di voi vuole diventare scrittore se ne renda conto: il difficile non è scrivere, il difficile è affrontare ogni volta una nuova rimessa in discussione.
A ogni modo non temete. La prima bozza di Arabesque dovrò consegnarla entro ottobre, spero bene di farcela molto prima... anche perché sto scrivendo un nuovo romanzo che mi chiama tutti i giorni! ç.ç

Perdonatemi se non posto troppo regolarmente e neanche tanto spesso, ma al momento stanno succedendo numerose cose e c'è così poco tempo che non riesco a concluderle tutte. =_=
Ma pian piano vi aggiorno, come vedete non vi lascio nell'ignoranza. v.v
Buona estate, e a presto! ;)